Il Corochinato è un vero e proprio rito sociale, simbolo dell’aperitivo genovese autentico. Conosciuto anche come l’Asinello, per via dell’etichetta che raffigura un asinello accanto alla maschera locale di Paciugo, il Corochinato racchiude oltre un secolo di tradizione popolare e gusto artigianale.
Ma come si beve il Corochinato? C’è chi lo preferisce liscio, chi con una scorza di limone, chi addirittura lo usa come base per cocktail. In questa guida ti raccontiamo i modi migliori per apprezzarlo, secondo la tradizione ligure.
Il modo classico: freddo, liscio, con scorza di limone
Il modo più autentico di bere il Corochinato è anche il più semplice: freddo, liscio, con una scorza di limone. Niente fronzoli, niente ghiaccio se non richiesto: basta versarlo in un bicchiere basso, aggiungere la scorza (non succo!) di limone e lasciarsi avvolgere dal profumo delle sue 18 erbe aromatiche, tra cui spiccano china, assenzio, genziana, timo, cannella e origano.

Questa modalità esalta le caratteristiche del vino e ne preserva tutta la complessità aromatica. È l’ideale per un aperitivo minimal ma intenso, magari accompagnato da un pezzo di focaccia genovese calda.
Con ghiaccio e seltz
Per chi desidera una bevuta più fresca e frizzante, è possibile aggiungere ghiaccio e un goccio di seltz o acqua frizzante. Il risultato è un Corochinato meno concentrato, ma più dissetante, perfetto nelle giornate estive. Alcuni azzardano anche con l’aggiunta di un’oliva verde, ma questa versione è decisamente più audace e meno diffusa.
Corochinato spritz: l’alternativa moderna
Negli ultimi anni, anche Genova ha abbracciato la tendenza dello spritz, ma con un tocco locale. Così è nato il Corochinato Spritz, una variante aromatica e originale che sostituisce l’Aperol o il Campari con il vino ligure più famoso.
Come prepararlo:
- 1 parte di Corochinato freddo
- 1 parte di Prosecco
- 1 parte di soda (o acqua frizzante)
- Una fettina di arancia per guarnire
Il risultato è un drink equilibrato, leggermente amaro, fresco e profumato. Ideale per chi cerca un’alternativa elegante al classico spritz e ama i gusti più complessi e speziati.
Quando e dove gustarlo
Il Corochinato è pensato per l’aperitivo, ma può essere gustato in ogni momento in cui si desidera qualcosa di particolare, digestivo e non troppo alcolico (ha una gradazione intorno ai 16-17°). È perfetto anche dopo cena, in abbinamento a dessert semplici o formaggi erborinati.
I luoghi simbolo a Genova
Tra i posti storici in cui gustare un Corochinato, spicca il celebre Bar degli Asinelli, nel centro storico di Genova. L’atmosfera retrò del locale e la cura nella presentazione rendono l’esperienza ancora più autentica. Tuttavia, oggi è possibile assaggiarlo anche in diversi bar ed enoteche liguri che ne hanno riscoperto il valore.

Un vino che sa di storia
Prodotto ancora oggi dall’enoteca Vini Allara, il Corochinato ha conosciuto una vera e propria rinascita grazie al lavoro della famiglia Allara, originaria di Vercelli ma attiva a Genova dagli anni Sessanta. La produzione avviene ancora seguendo il processo tradizionale: infusione a freddo delle erbe per circa 60 giorni, affinamento in vasca per sei mesi, aggiunta di zucchero e alcol in proporzioni precise. Un lavoro artigianale che ha attraversato le generazioni.
Per approfondire, puoi leggere anche la voce su vermouth, la grande famiglia di vini aromatizzati di cui il Corochinato è una variante locale, con una forte identità ligure.
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Un calice freddo, una scorzetta di limone e una fetta di focaccia: così si beve il vero Corochinato.